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Due o tre cosa da capire su questo Nuovo Ulivo
La geometria delle coalizioni prospettata da Bersani dovrebbe essere sufficientemente chiara, ma già si affollano i complicatori delle cose semplici. Per esempio a proposito della leadership: siccome rimaniamo convinti che lo scenario delle elezioni in primavera sia il più probabile, la domanda che dovrebbe prevalere su tutte non è intorno a chi guiderà quello che potremmo chiamare il “cerchio interno” della geometria bersaniana (altrimenti noto in queste ore come Nuovo Ulivo), bensì sulla personalità in grado di rappresentare quella varietà di forze provvisoriamente chiamata Alleanza per la democrazia. Insomma il cerchio più ampio, il novello arco costituzionale, il transitorio patto simil-Cln fra tutti coloro che vorrebbero dopodomani contendersi il governo del paese senza Berlusconi.
Sarà infatti quest’uomo, o donna, presumibilmente non di sinistra, forse neanche di centrosinistra, probabilmente partiticamente non connotata, a dover reggere su di sé il peso dello scontro diretto col Cavaliere ferito.
Il discorso sul Nuovo Ulivo è importante, ma da impostare diversamente.
Il capocordata potrà certamente essere scelto con le primarie e il Pd dovrà battersi perché sia uno dei suoi: al momento attuale, per via più naturale, Bersani medesimo. Ma qui c’è fin d’ora da recuperare molto tempo perduto nella definizione del carattere innovativo di questo centrosinistra: un lavoro che non è stato fatto, nella convinzione che ce ne sarebbe stato il modo fino al termine naturale della legislatura. Si può capire ora la prontezza a salire sul carro da parte dei cespugli che furono la vera condanna dell’Unione prodiana (altro che Pd e Veltroni), e va apprezzata la vivacità vendoliana. Entro un mese (conferenza programmatica dem) Bersani dovrà però far capire a tutti costoro che se l’emergenza antiberlusconiana unisce senza discriminazioni, il nocciolo politico dell’alleanza è invece fatto di gente che l’Italia la vuole cambiare, non conservare così com’è. Anche sui terreni più scivolosi: nuove regole sul lavoro, pluralità sui temi biopolitici, rottura dei monopoli compresi quelli pubblici locali. Fin qui abbiamo capito come potrebbe essere la geometria delle coalizioni. L’aritmetica dei voti verrà per ultima. In mezzo c’è la parte tosta del programma, e siamo indietro con i compiti.
Pubblicato il 28/8/2010 alle 18.30 nella rubrica Politica.
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