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Roba da spin

Facendo parecchio lavoro di comunicazione e pr - settori in cui sono esperti, a prescindere dai risultati ottenuti nel corso degli anni - Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino stanno riuscendo a far passare ogni tanto sui giornali la loro creatura, il sito di retroscena politico The Front page.

Certo, paradossale che per presentare un blog che sostanzialmente prova a seguire le piste di Dagospia abbiano dovuto prendere le distanze dall'informazione politica come gossip... Per poi fare sostanzialmente la stessa cosa (vedasi scontro con Fini, sul quale la coppia ipotizzava che circolassero fotografie compromettenti).
E altrettanto paradossale che, per esistere veramente sulla rete, tutti abbiano ancora bisogno di esistere... sui giornali. Una lezione interessante.
Chi non si pone minimamente questo problema è quest'altro nuovo blog: Nomfup.
È uscito sul web senza farsi pubblicità, lavora secondo criteri rigorosamente web, non dichiara neanche chi ne sia l'effettivo autore dicendosi prodotto collettivo.
Secondo me è il luogo migliore che possiate trovare adesso se siete maniaci di comunicazione politica, spin doctors, manipolazione delle notizie, marketing elettorale eccetera eccetera.
Nomfup? Che cosa significa? Beh allora non siete ancora così maniaci. Nomfup è un acronimo gergale che corrisponde a Not my fucking problem, il marchio di fabbrica di Malcom Tucker. E Tucker è il pazzoide, geniale, odioso, isterico, violento protagonista di The Thick of it, la serie televisiva della Bbc che secondo me ha surclassato perfino The West Wing, e il dio dei seriali mi perdoni l'eresia. Date un'occhiata qui sul Guardian e capirete perché Tucker è su un altro pianeta, sarebbe d'accordo anche Velardi.
Tucker (l'attore è Peter Capaldi, e se siete invece quei maniaci lì vi divertirete a ritrovarlo qui da giovane) è modellato su Alastair Campbell, lo spin doctor che ha condotto alla gloria e alla rovina Tony Blair.
Un eroe, per noialtri.
A proposito, ecco che cosa pensa Ali di Thick of it o meglio della sua espansione filmica In the Loop, sempre del regista italo-scozzese Armando Iannucci. Non gli piace proprio.
In verità lui (pardon, Tucker) direbbe solo fuck off.


Pubblicato il 2/2/2010 alle 19.30 nella rubrica Showbiz.

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