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Altai, Ammaniti, Anonima...

Una bella tripletta. Non capita spesso. Va festeggiato l'evento. Fra Natale e Befana, grazie a un po' di vacanze e a un filo di febbre, ho letto tre libri e - questo l'evento - erano tutti e tre belli.
Bisogna anche dire che andavo quasi sul sicuro.
Altai
, l'ultimo di Wu Ming, in remota continuità con il capolavoro d'inizio che fu Q, le insospettabili (e possibili) tappe di avvicinamento a uno dei momenti di svolta della storia europea, cioè la battaglia di Lepanto.
Che la festa cominci
di Niccolò Ammaniti, che del resto sta già in cima alle classifiche e quindi non ci vuole tanta fantasia (lui invece ne ha messa parecchia, anche se si è fatto aiutare da robetta come Jurassic Park e Indiana Jones, e un po' forse anche da Carlo Verdone).
Infine Una donna a Berlino, diario sorprendente e scioccante di una anonima signora tedesca, intellettuale e raffinata, colta a Berlino dall'arrivo dell'Armata Rossa fra l'aprile e il giugno '45: sì, è la famigerata storia nella quale, alla liberazione dal nazismo, si accompagnano gli stupri di massa dei soldati sovietici. Raccontata con una lucidità e una modernità disarmanti da una vittima che ha voluto e saputo attraversare quelle settimane e uscirne viva, e neanche devastata per sempre.
Sono tutti di Einaudi, non ci posso fare niente.

Pubblicato il 5/1/2010 alle 15.16 nella rubrica Libri.

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