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La libertà non è in un giornale solo
Vorremmo essere sicuri di condividere tutti la stessa idea di democrazia e di diritti. Cioè che si tratti di valori per valgono per chiunque in ogni situazione, a prescindere dalle opinioni politiche, dalla forza economica, in definitiva dal potere che si detiene.
In Italia è a rischio la libertà d’informazione?
Qui da noi si abusa delle parole importanti. Di regimi, per esempio, ne abbiamo avuti talmente tanti, compresi quelli denunciati da Berlusconi, che la parola stessa ha perduto di senso. Per quanto riguarda la stampa, sembra già abbastanza grave constatare come l’incrocio fra riduzione delle risorse, concentrazione delle proprietà, decadimento professionale, lottizzazione e collateralismo politico abbiano deteriorato la qualità dell’informazione, nonostante essa crescesse in quantità e mantenesse un notevole pluralismo.
In attesa di recuperare livelli accettabili di qualità, ci rimangono come beni irrinunciabili il pluralismo e la varietà.
Crediamo che questa sia un’idea condivisa da chi si batte sul fronte dell’informazione in una situazione come l’Italia. Allora come mai ieri il capofila di questa battaglia,
Repubblica
, è riuscito, unico giornale nazionale, a cancellare la notizia dell’attacco alle testate di partito, politiche e cooperative contenuto nella legge finanziaria?
Siamo sicuri della svista, e siamo sicuri che nei prossimi decisivi giorni il più grande giornale progressista farà sua la battaglia di tanti giornali piccoli.
Sanno benissimo anche a largo Fochetti che la libertà di stampa in Italia non dipende esclusivamente da quante firme finiscono in calce agli appelli di
Repubblica
in difesa di
Repubblica
.
(da Europa)
Pubblicato il 8/12/2009 alle 23.42 nella rubrica Giornali.
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