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Bene, la legge sulla fine vita svanisce. Anche per cinismo, però

La prima reazione è di un pieno, assoluto sollievo. Non sappiamo naturalmente come andrà a finire, ma vediamo allontanarsi nell’agenda parlamentare e politica l’approvazione della legge Calabrò sui trattamenti di fine vita. Giorno dopo giorno svanisce l’interesse della maggioranza per quel testo. Ci sono i dissensi espliciti, quelli sotterranei, c’è l’evidente distacco da parte del governo. C’è una comunità di costituzionalisti critica, non è difficile intravedere l’opinione del Quirinale dietro gli inviti alla riflessione di Fini e Schifani.
Europa ha già scritto tante volte che Berlusconi più che impegnarsi consapevolmente s’è fatto travolgere dal caso Englaro, per calcolo contingente e sotto la pressione di un manipolo di estremisti. Già 24 ore dopo la morte di Eluana, era chiaro che anche lui, a modo suo, aveva staccato una spina. Al senato la legge Calabrò è andata avanti per inerzia. È deflagrata prima nel Pd, poi nel Pdl, ora ha perso la sua carica. Meglio così. Perché era una brutta legge, e perché nella rinuncia strisciante c’è anche l’ammissione di aver dato il peggio di sé in questo incontro con tante storie di dolore vero.
Dopo il sollievo sale però la rabbia. Siamo all’ennesima resa della politica davanti a una propria incapacità. E dietro alla resa si intuisce, diciamolo chiaro, un bel po’ di cinismo.
Intellettuali, giornalisti, filosofi si interrogano se non sia vana la pretesa di dettare regole che i centomila diversi casi singoli travolgeranno sempre. È una riflessione importante, e se si allargasse a tutta la biopolitica avrebbe conseguenze serie. Ma non è per questo che la politica rinuncia.
C’è un calcolo costi benefici. Col passare dei giorni, i costi politici di uno scontro sul testamento biologico sono cresciuti per tutti. E alla fine appaiono eccessivi rispetto al guadagno. Non c’è gloria, non c’è incasso politico né materiale, se anche venisse approvata la legge avrebbe più guai che meriti. Forse, vita breve. Perché spendersi? Quanti papà Englaro volete che ci siano in Italia? Le famiglie coinvolte non si muoveranno alla fine meglio in quella zona grigia di cui ha scritto Panebianco?
Siamo cinici, pessimisti? Forse. Non i più cinici, però.

(da Europa)

Pubblicato il 28/2/2009 alle 8.34 nella rubrica Politica.

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