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Come trattare il dissenso di Rutelli

L’operazione tentata da Francesco Rutelli per sbloccare l’impasse su alimentazione e idratazione forzate nel testamento biologico non ha avuto successo. Dalla destra versante di governo è venuto un irrigidimento, mentre dalla destra versante parlamentare le aperture sono suonate più funzionali ad amplificare le difficoltà del Pd che non a trovare una effettiva soluzione. La destra dovrebbe rinunciare alla propria bandiera ideologica – il divieto per legge dell’interruzione del sostegno alimentare e idrico – per addentrarsi in formule più civili e realistiche: non ha mai dato segno di tale interesse.
A destra c’è un’area vasta quanto silente che sta stretta nella gabbia imposta da Berlusconi e da un drappello di estremisti nei giorni del caso Englaro. Lì però non si passa: non è il Pd, i margini di iniziative libere sono inesistenti. Il caso di Pisanu è interessante (e gravido di conseguenze) ma isolato.
Questa assenza di interlocuzione non dà chances a tentativi come quello di Rutelli, che finiscono per rimbalzare sul centrosinistra. Qui un partito serio deve compiere una valutazione politica fredda (confermando le proprie posizioni, in assenza di margini di miglioramento dei testi di maggioranza) e una valutazione politica calda: visto che non compromettono l’esito del confronto parlamentare (come invece accadeva nella legislatura prodiana), e con l’unico vincolo che se si hanno responsabilità di partito non si vota con il governo, perché non valorizzare le posizioni autonome, per dimostrare che il Pd ha verso la complessità dei temi un’apertura e una comprensione inesistenti a destra?
Questo è l’atteggiamento di Franceschini. Dobbiamo dirci che parte del Pd non la vive così: si avverte un’ansia di certezze e di unità granitiche, si preferisce derubricare le obiezioni di coscienza a manovra politica. Così tutto si banalizza e si finisce per esercitare sui dissensi una pressione dura e impropria. Come abbiamo scritto, il Pd è un approdo definitivo, l’epoca del nomadismo è finita. Fino a prova contraria Rutelli (che il Pd l’ha fondato) dice le stesse cose, con più amarezza: merita di esser preso sul serio e lasciato in pace. È anche il modo migliore per il Pd per smettere di farsi del male e sterilizzare ogni ipotetica (e fin qui immaginaria) manovra di spaccatura.

(da Europa)

Pubblicato il 24/2/2009 alle 23.52 nella rubrica Politica.

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