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Politica
8 febbraio 2012
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Riforma elettorale, si parte
La notizia potrebbe finire un po’ schiacciata fra il dramma del paese paralizzato dal gelo e le evoluzioni, decisamente più comiche, del sindaco di Roma (ieri è riuscito a prendersela di nuovo con la Protezione civile e poi con l’intero Nord Italia, prima di essere colpito alle spalle da un comunicato sbagliato della sua stessa amministrazione sulla chiusura delle scuole).
La notizia, solo apparentemente meno rilevante per i cittadini, è che finalmente la seconda gamba del tentativo di Napolitano di stabilizzare il paese ha poggiato in terra. Da ieri i partiti sono ingaggiati nel percorso di parallela e contemporanea riforma della legge elettorale e di pezzi del sistema istituzionale (bicameralismo, regolamenti, numero dei parlamentari, poteri dell’esecutivo).
La notizia è ottima per Monti. Domani il presidente del consiglio va negli Stati Uniti, dove riceverà un’investitura da leader europeo e cercherà di conquistare credito e sostegno per l’Italia e per l’Eurozona. Non che Monti avesse nulla di serio da temere in patria, però è evidente che se i partiti, compresi quelli dell’attuale opposizione, si mettono al lavoro sulle riforme della politica, il governo ne guadagna in stabilità e tranquillità.
Già in partenza è caduta una delle carte avvelenate di questa complicata partita: chiaro che un accordo tra Pd e Pdl sarà inaggirabile, però nessuno dei due big mostra di voler tagliare fuori gli altri, come pure era stato paventato dopo l’ultima sortita pubblica di Berlusconi. Né Pdl né Pd faranno regali ai potenziali alleati, e il superamento del bipolarismo non è una via praticabile, però non c’è aria di tagliole contro nessuno anche perché il clima del paese nei confronti dei partiti non è tale da permetterlo.
Bersani ha davanti a sé la road map che chiedeva e ieri ha messo in chiaro qual è la sua unica vera condizione: un anno di tempo per chiudere tutto e poi ognuno per la propria strada. Quello che lui considera un sacrificio ben speso – non andare al voto nel 2012 – non si spingerà fino al suicidio del Pd all’interno di una grosse koalition elettorale insieme alle creature di Berlusconi.
permalink | inviato da stefano menichini il 8/2/2012 alle 7:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


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