Due o tre cosa da capire su questo Nuovo Ulivo
La geometria delle coalizioni prospettata da Bersani dovrebbe
essere sufficientemente chiara, ma già si affollano i complicatori delle
cose semplici. Per esempio a proposito della leadership: siccome
rimaniamo convinti che lo scenario delle elezioni in primavera sia il
più probabile, la domanda che dovrebbe prevalere su tutte non è intorno a
chi guiderà quello che potremmo chiamare il “cerchio interno” della
geometria bersaniana (altrimenti noto in queste ore come Nuovo Ulivo),
bensì sulla personalità in grado di rappresentare quella varietà di
forze provvisoriamente chiamata Alleanza per la democrazia. Insomma il
cerchio più ampio, il novello arco costituzionale, il transitorio patto
simil-Cln fra tutti coloro che vorrebbero dopodomani contendersi il
governo del paese senza Berlusconi.
Sarà infatti quest’uomo, o donna,
presumibilmente non di sinistra, forse neanche di centrosinistra,
probabilmente partiticamente non connotata, a dover reggere su di sé il
peso dello scontro diretto col Cavaliere ferito.
Il discorso sul Nuovo Ulivo è importante, ma da impostare diversamente.
Il
capocordata potrà certamente essere scelto con le primarie e il Pd
dovrà battersi perché sia uno dei suoi: al momento attuale, per via più
naturale, Bersani medesimo. Ma qui c’è fin d’ora da recuperare molto
tempo perduto nella definizione del carattere innovativo di questo
centrosinistra: un lavoro che non è stato fatto, nella convinzione che
ce ne sarebbe stato il modo fino al termine naturale della legislatura.
Si può capire ora la prontezza a salire sul carro da parte dei cespugli
che furono la vera condanna dell’Unione prodiana (altro che Pd e
Veltroni), e va apprezzata la vivacità vendoliana. Entro un mese
(conferenza programmatica dem) Bersani dovrà però far capire a tutti
costoro che se l’emergenza antiberlusconiana unisce senza
discriminazioni, il nocciolo politico dell’alleanza è invece fatto di
gente che l’Italia la vuole cambiare, non conservare così com’è. Anche
sui terreni più scivolosi: nuove regole sul lavoro, pluralità sui temi
biopolitici, rottura dei monopoli compresi quelli pubblici locali. Fin
qui abbiamo capito come potrebbe essere la geometria delle coalizioni.
L’aritmetica dei voti verrà per ultima. In mezzo c’è la parte tosta del
programma, e siamo indietro con i compiti.