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Diario
20 luglio 2010
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Intercettazioni, conseguenze di una sconfitta
Il Quirinale è prudente, non concede alcun via libera né fa trapelare particolare soddisfazione. Forse sul Colle non sono sicuri dell’esito finale della vicenda. O non si fidano di un Berlusconi palesemente deluso e insoddisfatto. Certamente non vogliono accreditare l’idea di aver operato da cabina di regia per le colombe e i frenatori. Ma un fatto è certo: sulla legge sulle intercettazioni telefoniche Napolitano potrebbe aver piazzato un colpo magistrale nella strategia di contenimento anti-Berlusconi.
Uno dopo l’altro, nelle ultime settimane, sono caduti i capisaldi di una legge che pareva destinata a troncare drasticamente sia l’attività di intercettazione che la libertà per l’opinione pubblica di conoscere i contenuti delle indagini. Ieri l’ultimo atto di resa, con l’emendamento governativo che sostanzialmente introduce una sorta di pubblicazione “ufficiale”, autorizzata da giudici e avvocati: più o meno l’opposto dell’impostazione originaria della legge.
I più sinceri sono coloro nel centrodestra che, avendo creduto nella battaglia impegnata dal governo, dichiarano ora di inchinarsi solo per disciplina. Ed è sincero Berlusconi, quando dice che la legge così com’è è inutile, dal suo punto di vista. L’esito odierno somiglia a una via d’uscita – non sapremmo dire quanto onorevole – rispetto al rischio di un fallimento più grave.
Può anche finir peggio per il centrodestra. Perché gli squilli di tromba sulla certezza di una approvazione entro l’estate si vanno spegnendo, di rinvio in rinvio. Partirà la discussione alla camera ma pare impossibile che si concluda prima dell’a fuga verso le spiagge: l’opposizione di Pd e Idv è ancora dura, ci sono altre trappole da far saltare, la legge così non va ancora bene.
La battuta d’arresto comunque c’è già, e non sarà priva di conseguenze. Sancita la maggiore forza del Quirinale rispetto al governo. Regalata a Fini un’altra vittoria. Umiliati di nuovo i falchi del Pdl, per non dire dei suoi leader parlamentari. Costretta la Lega a un’inutile battaglia per lei imbarazzante.
Infine, offerta alle opposizioni l’occasione di un successo in difesa di un principio fondamentale.
Successo che, si spera, il Pd saprà spendersi bene presso il proprio esigente elettorato.

permalink | inviato da stefano menichini il 20/7/2010 alle 23:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


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