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Politica
23 aprile 2009
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Oggi all'Aquila passeggiata ministeriale
Per oggi all’Aquila si prevede pioggia, umidità, freddo. Se è sicuro che Berlusconi farà un giro fra le tende, è ancor più sicuro che non farà altre battute sulla vita da campeggiatori. Dovrà stare anche attento alla scenografia di questo consiglio dei ministri fra i terremotati: gli abruzzesi saranno sicuramente quieti, ma i telespettatori potrebbero trovare stridente la scena del torpedone zeppo di politici e portaborse che si riuniscono per varare gli aiuti economici: si faranno grosse cifre, bisogna vedere quanto il governo tirerà fuori effettivamente, e come.
Berlusconi, da solo con l’unico aiuto dei telegiornali, sta compiendo una gigantesca operazione diversiva. L’obiettiva efficienza dei primi momenti, l’impegno di dare a tutti un tetto prima dell’autunno, e più in generale l’ottimismo sulla crisi economica in via di superamento, sono l’esile velo che nasconde una realtà spaventosa. Le cifre fornite ieri dal Fondo monetario sono terribili: le economie avanzate intravedono la fine del tunnel, ma l’Italia si avvita nella recessione. A causa del nostro debito pubblico si possono spendere solo spiccioli per spingere la ripresa, dunque la produzione arretra a vista d’occhio e l’effetto perverso è proprio quello di elevare il rapporto tra debito e Pil oltre ogni immaginabile soglia.
In queste condizioni, che cosa potrà mettere oggi Tremonti sul piatto del consiglio dei ministri itinerante? Poco per l’emergenza e tante ipotesi per il futuro. La fantasia, lo sappiamo, non gli manca. Bisogna vedere se si adatta alla realtà della ricostruzione.
Questa situazione naturalmente non è neanche colpa del superministro, come non è colpa di Berlusconi: il terremoto ha colpito un paese già malconcio e il debito ha tanti padri (compresi però i due appena citati).
Quello che urta non è la crisi, che andrebbe combattuta con grande unità d’intenti. Quello che urta è la propaganda che Berlusconi è intenzionato a fare intorno al terremoto in prospettiva 6 giugno. Pare che con la motivazione “austerità da sisma” non voglia affiggere manifesti «ma far parlare i successi del governo». Riguardo al sisma, dovrebbe almeno aspettare di averli avuti, questi successi.

(da Europa)
permalink | inviato da stefano menichini il 23/4/2009 alle 7:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0)


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