.


Politica
16 dicembre 2008
stampa Versione per la stampa
Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag.
E ora basta con Di Pietro
I numeri sono provvisori ma il senso politico è definitivo. In Abruzzo si
consuma un piccolo 14 aprile, con la differenza importante che il Pd non
riesce a tenere le posizioni e che l'alleato ostile ­ questo ircocervo che i
democratici si sono messi in casa ­ lucra moltissimo sul vantaggio di aver
espresso il candidato della coalizione, e sulla crisi di un Pd messo spalle
al muro dalla questione morale.
La vittoria della destra in Abruzzo era fuori discussione e, a parte la
scarsa levatura del candidato, è perfino meritata. Spiace per gli abruzzesi,
vittime degli orrori del centrosinistra e della mediocrità del centrodestra:
meritano governi migliori di quelli che hanno avuto e che avranno. Ieri non
avevano altro modo per dichiarare la propria desolazione che rifiutarsi di
andare alle urne: è quello che hanno fatto. Se i sondaggi che corrono sono
giusti, come loro la pensano molti italiani.
Ora Veltroni dev'essere conseguente con la lezione appresa: continuare a
trascinare l¹alleanza con Di Pietro, a ogni livello, è per il Pd un puro
suicidio. Come hanno capito tutti coloro che nel tempo si sono illusi di
addomesticare l¹ex pm ­ e ce ne sono di illustri e di abili: da D'Alema a
Rutelli, da Parisi a Prodi ­ Di Pietro ha come unica stella polare se
stesso, come unica fedeltà quella alla propria avventura. Chi ne dubitasse,
può verificare i suoi primi commenti alla sconfitta abruzzese, che pure è
tanto sua quanto del Pd, se non di più: figurarsi, l'avanzata in voti di
lista è per Di Pietro una vittoria smagliante.
Non c'è da stupirsi, ma da trarre le conseguenze. Troppe volte questa
alleanza è stata dichiarata sciolta ma la si è tenuta in piedi per paura che
Di Pietro da solo possa fare al Pd ancora più male. In realtà, farlo
crescere all¹ombra della copertura democratica è un insulto alla cultura
politica del Pd, non gli evita rovesci come quello di ieri ed equivale a
compromettere le sue chances per il futuro.
Non si vede quale prezzo più alto ci sia rispetto a quello che il Pd sta già
pagando da mesi. Veltroni lo sa, perché in questa storia è in discussione
anche la forza della sua leadership.

(da Europa)
permalink | inviato da stefano menichini il 16/12/2008 alle 8:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6)


sfoglia novembre        gennaio